Prima impressione in salone: ma quanto conta davvero? Podcast…

Prima impressione in salone: ma quanto conta davvero? Podcast…

 

Prima impressione in salone: ma quanto conta davvero? Podcast...

Prima impressione in salone. Quanto conta davvero.

Ma la prima impressione all’interno di un salone di un parrucchiere, barber o estetista, conta davvero così tanto? Risponde l’esperto di comunicazione nel beauty Giancarlo Fornei.

Ascolta “Quanto conta la prima impressione in salone? (Podcast Marketing Beauty n°9)…” su Spreaker.

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Prima di continuare ad ascoltare, sappi che il Podcast dura 19 minuti. Da questo link, puoi scaricarlo sul tuo Smartphone, Ipad o Computer e ascoltarlo quando hai tempo (e voglia). Se invece preferisci leggerti, con calma, tutto il mio articolo, puoi scaricare il formato PDf da questo link.

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Comincio per rispondere immediatamente alla domanda che da anche il titolo al Podcast di oggi:

Sì, assolutamente sì!

Molti amici parrucchieri, barber o amiche estetiste, non si rendono conto di come, piccole cose date spesso per scontate, contribuiscano (in positivo o in negativo) a creare l’immagine che il salone offre ai propri clienti.

In parole ancora più semplici, a dare la prima impressione alla nostra Signora Rossi (se lavori con le donne) o al Signor Bianchi (se lavori con gli uomini).

Questa famosa “prima impressione” è dura da cambiare, e una volta che la cliente si è “fatta” un’idea di noi, del nostro personale e del salone, difficilmente è portata a cambiarla, nel tempo.

Non dico che sia impossibile farlo e rimediare alla prima impressione. Ma certamente è difficile. Molto difficile. Dunque, tanto vale partire con il piede giusto.

 

Ma da dove nasce la prima impressione?

“Non avrai mai una seconda occasione per fare una buona impressione”, affermano gli americani, che su marketing, vendite e comunicazione, sono, senza alcun dubbio, più maestri di noi.

Molti anni fa (ma proprio molti), quando ero ancora un giovine marketer che girava l’Italia del Nord (in particolare, Parma Treviso e Milano), ricordo di aver letto una bellissima ricerca pubblicata dall’Università di Stanford (negli Stati Uniti).

La ricerca, datata 2003, affermava che “la prima impressione che facciamo alle persone, dipende per il 90% dal nostro aspetto”.

  • Oggi, siamo nel 2019.
  • Sono passati quasi sedici anni e, quella ricerca, è ancora attuale.
  • Terribilmente attuale.

All’epoca, la psicologa americana Shirley Withe affermava: “Il nostro guardaroba dice di noi molto più di quanto noi possiamo dire a parole”. Per il rispetto che nutro nei confronti della Withe, in punta di penna (anzi, di tastiera), mi permetto di parafrasare la sua frase e farla diventare:

“Il tuo salone dice, di te, molto più di quanto tu possa dire a parole!”…

 

Quali sono gli elementi che creano la prima impressione in salone?

Ma quali sono gli elementi che aiutano a creare la prima impressione nella Signora Rossi (o nel Signor Bianchi), quando entra nel tuo salone? Eccoti, a mio avviso, i sei elementi più importanti:

  1. L’immagine che tu, come titolare, hai.
  2. L’immagine che il tuo personale ha.
  3. L’arredamento del salone.
  4. La pulizia del bagno (sì, hai letto bene).
  5. La pulizia in salone.
  6. La vetrina.

Vediamo, punto per punto, i sei elementi. Cominciamo con l’analizzare l’immagine che tu, come titolare, hai e trasmetti.

La prima impressione in salone conta davvero tanto? Risponde l'esperto di comunicazione nel beauty Giancarlo Fornei (18 ottobre 2019)

 

 

Elemento n°1: l’immagine del titolare del salone.

Negli ultimi vent’anni, più volte ho scritto che “l’abito fa il monaco”. Ed oggi, posso tranquillamente affermare che la prima impressione è quella che conta. A creare questa prima impressione, appunto: la nostra immagine.

E tale immagine, è data, principalmente, dall’abbigliamento che indossiamo.

O meglio, dallo stile di abbigliamento che abbiamo.

  • Un titolare di salone, dovrebbe (condizionale è d’obbligo) essere SEMPRE BEN CURATO. Donna o uomo che sia, la sua immagine è fondamentale.

A mio modesto avviso, è altresì importante che il suo abbigliamento debba essere sempre in stile con l’ambiente e con quello del personale. È chiaro che il parrucchiere è, di per sé, una persona creativa. Ma la sua creatività anche nell’abbigliamento, dovrebbe aver libero sfogo solamente se ha una forte personalità, capace di creare, dunque, un “personaggio” in salone.

O sei un personaggio sotto tutti gli aspetti (abbigliamento, stile, personalità, carisma, leadership), come il mio grande amico Francesco Mancusi, noto parrucchiere milanese e Master barber della Farmagan, oppure, è sempre meglio che tu mantenga uno stile elegante e in linea con l’ambiente.

 

Elemento n°2: l’immagine del personale del salone.

Mi è capitato più volte di vedere ragazze (e ragazzi) che lavoravano nello stesso salone con magliette e camicette di taglio e forma diverse. In alcuni casi con jeans (anche rotti e tutti diversi tra loro) e sopra una semplice maglietta. Magari tutte nere (se quello era il colore del salone) o tutte bianche, ma pur sempre diverse.

Invece, l’immagine del personale che, a sua volta si rispecchia in quello del salone, passa anche e soprattutto, da un format univoco. Una divisa identica per tutti. Nello stile. Nel colore. Nel taglio.

E quando affermo tutti, sottolineo TUTTI.

Anche il titolare del salone (laddove non abbia quella forte personalità di cui abbiamo parlato prima, capace di creare un personaggio ad hoc, anche con il suo abbigliamento). Stesso discorso per eventuali soci del titolare. Oppure, per i famosi parenti che lavorano in salone (fratelli, mogli, mariti, zii, ecc.).

TUTTI, ripeto: TUTTI, dovrebbero indossare il solito abito.

  • I soliti colori.
  • Il solito format di abbigliamento.
  • Persino le solite scarpe.

L’immagine del salone è data anche dal vedere come tutto il personale, sia perfettamente abbigliato nella stessa maniera. E qui, ogni parrucchiere ed estetista, può sbizzarrirsi e scegliere la divisa più consona per il proprio salone.

Come ho già scritto sopra, può formare una “divisa” anche un comunissimo jeans (purché tutti uguali) con sopra una polo identica per tutti (meglio se marchiata con il logo del salone).

Quello che non è accettabile è la libera interpretazione. Dove ognuno si veste come vuole o comunque, “interpreta” a sua libero giudizio, il format del salone in base alla disponibilità dell’armadio di casa (sua).

Sarei così esigente che, se avessi un salone tutto mio, una persona che mi arrivasse una mattina senza indossare la divisa, la rimanderei dritta dritta a casa, a prenderla. Altrimenti, non lavora nel mio salone.

Perché perdonami, il salone è del titolare. Non di chi ci lavora dentro.

Ricordo, molti anni fa, quando andai a Milano per un importante colloquio di lavoro. Il selezionatore mi disse: “Naturalmente, lei ha un completo grigio, vero?”.

Il messaggio era chiaro: “Caro Fornei, vuoi lavorare in questa azienda? Bene, sappi che per farlo devi indossare, tutti i giorni, un completo grigio. Altrimenti stai a casa”!

*Per la cronaca, usai molto spesso quell’unico completo che avevo, nei successivi due anni. Perché diventai il consulente al marketing di quell’azienda ed ogni volta che andavo a Milano, indossavo il mio bel completo.

 

Elemento n°3: l’arredamento del salone.

Ogni salone ha il suo stile, ed ogni stile, incontra l’approvazione di un “suo” pubblico ben preciso.

Sto affermando che prima ancora di far lavorare l’architetto per la progettazione dell’arredamento del tuo salone, tu, dovresti (ancora il condizionale) aver ben chiaro a chi vuoi vendere i tuoi servizi.

  • Non puoi avere un “salone” per tutti.
  • Anche l’arredamento, che tu ne sia consapevole o no, contribuirà a selezionare la tua clientela.
  • A rafforzare l’immagine e il messaggio con un certo tipo di clienti e, al contrario, a non piacere ad altri.

La cosa peggiore che tu possa mai fare è quella di avere un salone con dentro un po’ tutti gli stili di arredamento. O comunque, mescolati.

Se scegli uno stile moderno, non soltanto dovrà essere moderno l’arredamento del salone, ma anche il format di abbigliamento del tuo personale. I colori predominanti del salone. La musica in sottofondo. Lo stile delle vetrine. Il format di taglio (o di servizio estetico) e di proposta dei servizi.

Insomma: dimmi che tipo di arredamento hai in salone, e ti dirò a chi devi vendere i tuoi prodotti e servizi!

Forse ho esagerato con quest’ultima frase, ma è con certezza che lo stile di arredamento del tuo salone influenzerà, oltre all’immagine, anche la tipologia di clientela.

E sappilo: non a tutti piacerà.

Dunque: devi scegliere a chi rivolgerti. Devi capire chi è il tuo target (tipologia dei clienti) possibilmente prima di fare l’arrendamento del tuo salone. Altrimenti potresti scoprire che il “tuo” arredamento, seleziona una tipologia di clienti che non è, esattamente, quella che tu volevi.

Ma a quel punto, te la tieni.

 

#FormazioneBeauty - cari parrucchieri ed estetiste tenete il vostro bagno pulito - una frase del coach toscano Giancarlo Fornei (21 marzo 2019).ppt

 

Elemento n°4: la pulizia del bagno.

Che questo sia il “tallone di Achille” di molti parrucchieri, barber ed estetiste, è appurato.

Si da troppo spesso per scontato che il bagno, debba servire alla cliente di turno per espletare, esclusivamente, i suoi “bisogni” fisiologici. Ma non è così.

  • Un bagno pulito è l’anima del salone.
  • Il suo miglior biglietto da visita.

Perché il biglietto da visita cartaceo, lo perdiamo e lo dimentichiamo nel cassetto. Ma un bagno pulito, lindo e profumato, ci rimane impresso. E, soprattutto, ci colpisce a livello emozionale. Proprio perché, non tutti, fanno del loro bagno in salone… il loro “vero” biglietto da visita.

Pensaci bene: tu, entrando in un bagno sporco o trascurato, che impressione ne ricevi di quel luogo?

Te lo dico io: “Associ al bagno sporco tutta un’altra serie di emozioni che, inevitabilmente, in questo caso saranno di natura negativa”. Al ristorante, per esempio, se tu entri in un bagno sporco, in automatico la tua mente ti porta a pensare a come potrebbe essere ridotta la cucina. Anche se, magari, la cucina è il luogo più pulito di quel locale.

  • Per l’Effetto Alone, se associ ad un salone un’emozione negativa (per esempio, il bagno sporco o trascurato), la tua mente assocerà, in automatico, altre valenze negative.

Questo effetto, vale per ogni aspetto della vita. Lavorativa e no.

La bella notizia è che l’effetto alone funziona anche con associazioni positive. Ascolta questo Podcast, faccio proprio un esempio sul come, tale effetto, possa fregarci nella scelta delle persone.

Insisto: il bagno del tuo salone, dovrebbe essere più pulito e più curato di quello di casa tua.

 

Elemento n°5: la pulizia in salone.

La pulizia del bagno, va di pari passo con la pulizia di tutto il salone.

E quando parlo di “pulizia”, non mi riferisco, unicamente, al pavimento o alle mensole. Bensì anche alle mura (se sono di colore bianco, devono continuare ad esserlo).

Un salone pulito, profumato, invita le persone a sostarvi più a lungo.

E tu, come professionista della bellezza, sai bene che più tempo passa la Signora Rossi sulla poltroncina di taglio o sul lettino del massaggio e più, la cliente, è predisposta a spendere. A provare nuovi prodotti o servizi.

Ma indubbiamente, la pulizia del locale è sinonimo di igiene.

E l’igiene di un parrucchiere, di un barber e di una estetista, dovrebbe sempre essere perseguita come obiettivo primario.

  • Pensa, per esempio, alle forbici o al rasoio sterilizzati.
  • E ancora, al copri lettino in carta che viene tolto e cambiato prima che la cliente vi si stenda sopra.

E, al tuo posto, fare pulire la zona di taglio subito dopo ogni lavoro (se non, addirittura, mentre si sta lavorando). Così come farei pulire e igienizzare, ogni lettino e/o postazione di lavoro subito dopo un massaggio, una ceretta o qualsiasi altro servizio di bellezza.

Non darmi del maniaco, ma la pulizia e l’igiene del salone, non soltanto aiutano a creare immagine, ma in un mondo pieno di concorrenza, potrebbero persino essere elementi differenzianti.

 

 

Elemento n°6: la vetrina.

Ed eccoci all’ultimo elemento che “aiuta” il tuo cliente a crearsi la prima impressione del tuo salone. Ultimo, ma non meno importante: la vetrina del salone.

Troppo spesso lasciata a se stessa. Non curata nei minimi particolari e, soprattutto, valorizzata per quello che merita.

Andrebbe cambiata tutte le settimane e fatta fare a chi è professionista in questo (vetrinisti e merchandiser). Capisco che talvolta gli investimenti siano importanti e che non tutte le settimane si possano sostenere. In questo caso, è molto utile fare un corso di vetrinistica e apprendere, almeno, le basi per creare una vetrina decente.

  • La vetrina non concorre solamente a creare immagine in salone, ma è anche uno straordinario strumento di vendita.
  • Se fatta bene, la vetrina diventa strumento di “vendita visiva”, dove, cioè, i prodotti esposti in vetrina riescono a “parlare” con la clientela e, quasi sempre, ad auto-vendersi da sé.

Leggi questo post sul come imparare a usare gli spazi laterali della vetrina e usarla a tuo vantaggio.

In chiusura di questo lungo post, ricorda sempre che l’immagine del tuo salone è data dalla somma di tutte “quest’altre immagini” che abbiamo analizzato sino a qui. L’immagine del salone, la crei (o la distruggi) ogni giorno, attraverso tutte le attività che tu, e il tuo personale, svolgete.

Grandi o piccole che siano.

Anche un banalissimo sorriso – dato o non dato alla Signora Rossi di turno – crea o distrugge l’immagine del tuo salone.

Non dimenticarlo mai.

Ricordati che il tuo aspetto, l’aspetto del tuo salone e quello del tuo personale, sono ciò che gli altri vedono di te prima ancora di sapere come tagli i capelli, sistemi una barba o fai un massaggio.

Potresti essere straordinariamente brava e bravo in tutto ciò, ma la “prova” delle tue competenze professionali e artistiche, verrà SEMPRE dopo la “prima impressione” che la mitica Signora Rosa si sarà fatta entrando nel tuo salone.

Insomma, ricorda che la prima impressione è quella che conta e se desideri emergere dalla massa dei tuoi concorrenti, impara a costruire la tua immagine.

Meglio, l’immagine del tuo salone.

Lasciami il tuo commento al post.

Giancarlo Fornei

 

Suggerimenti per approfondire l’argomento:

  • A questo link, trovi un interessante articolo su Salons Direct Magazine, sull’importanza dell’immagine in salone (in inglese).
  • Un’interessante lista di cose da fare per tenere pulito il salone (sembrano banali, ma…). Da Salon Today (in inglese), a questo link.
  • Questo, invece, è un interessante articolo di Cliento sul come arredare un negozio di parrucchiere per fare vendite aggiuntive (in italiano). Clicca qui.
  • Tutti i Podcast del programma Podcast Marketing Beauty.

 

 

I miei video corsi & Libri

 

I Canali Percettivi dei Clienti - video corso della Collana Marketing Beauty Facile, creata dal coach toscano Giancarlo Fornei

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Comunicare Bene è facile, se sai come farlo! il libro scritto dall'esperto di comunicazione nel beauty Giancarlo Fornei per aiutare parrucchieri ed estetiste a comunicare meglio in salone

 

 

 

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